La fermata

In località "Cocche", ad un chilometro e mezzo dal centro abitato di Arsego (PD), venne costruita la stazione alla progressiva km 82+392,96. Il fabbricato viaggiatori era nello stile comune a tutte le stazioni secondarie dell'Ostiglia con fabbricato viaggiatori a 4 assi sul prospetto lato binari e 3 assi sul prospetto laterale. La stazione era dotata di scalo merci con magazzino di tipo lungo a 2 assi sul prospetto lato binari. La stazione e il magazzino dello scalo erano a destra linea in direzione Treviso; lo scalo era lato Ostiglia rispetto al fabbricato viaggiatori. I binari di circolazione erano tre: il 2° dal fabbricato viaggiatori era quello di corretto tracciato della linea e il 1° e il 3° quelli di ricevimento in deviata. La punta degli scambi estremi era alle progressive 81+965 e 82+671.

Al 1° binario era allacciato, con due comunicazioni destra e sinistra, il binario tronco di accosto al piano caricatore del magazzino. Su questo binario erano installate: una sagoma limite di carico, in corrispondenza della testa del piano caricatore, e una pesa a ponte da 40 tonnellate posta verso gli scambi di uscita dello scalo in direzione di Ostiglia. Sempre da questo binario si diramavano inoltre: un binario tronco per lo scarico/carico diretto e uno terminante sulla testa del piano caricatore per lo scarico/carico in testa. La stazione era dotata, in entrambe le provenienze, di segnali ad ala di protezione di 1a categoria e avviso, con manovra e illuminazione elettrica comandati a distanza da apposite apparecchiature installate presso l'ufficio movimento della stazione. Le progressive di installazione dei segnali erano al km 81+842 - 82+787 per quelli di 1a categoria e km 80+851 - 83+787 per quelli di avviso.

Informazioni

A partire dalla fine del '44 e fino ad Aprile del '45, anche la stazione di Arsego, come quelle di Piazzola e Ronchi di Pionbino, furono oggetto di numerose incursioni aeree americane, quasi sicuramente da parte di caccia, vista la mancanza di dati relativi ai bombardamenti (che venivano invece sempre programmati dettagliatamente per i bombardieri medi e pesanti). Dopo che i ponti principali della linea furono interrotti i bombardamenti si concentrarono sulle stazioni, dove erano rimasti bloccati convogli e locomotive utilizzati dai tedeschi in ritirata.

Il magazzino merci venne centrato in pieno; rimane solo la traccia del piano caricatore con numerosi crateri visibili anche ai giorni nostri. Anche il fabbricato viaggiatori fu danneggiato, anche se non colpito in pieno. Le macerie del tetto a terra nel perimetro del fabbricato fanno pensare che sia crollato per i violenti spostamenti d'aria e le ripetute vibrazioni causati dalle bombe cadute a pochi metri di distanza, dato che le solette del primo e del secondo piano sono ancora integre. L'acqua piovana che penetra per l'assenza del tetto e l'abbondante vegetazione, cresciuta in quasi 70 anni di abbandono, hanno contribuito al degrado totale dell'edificio.