La fermata

Il fabbricato viaggiatori della stazione FS di Piazzola-Campo San Martino venne costruito alla progressiva km 75+989,50 da Ostiglia, nello stile comune a tutte le stazioni secondarie dell'Ostiglia con fabbricato viaggiatori a 4 assi sul prospetto lato binari e 3 assi sul prospetto laterale. La stazione era dotata di scalo merci con magazzino di tipo lungo a 2 assi sul prospetto lato binari. La stazione e il magazzino dello scalo erano a sinistra linea in direzione Treviso; lo scalo era lato Treviso rispetto al fabbricato viaggiatori. I binari di circolazione erano tre: il 2° dal fabbricato viaggiatori era quello di corretto tracciato della linea e il 1° e il 3° quelli di ricevimento in deviata.

La punta degli scambi estremi era alle progressive 75+690 e 76+308. Al 1° binario era allacciato, con due comunicazioni destra e sinistra, il binario tronco di accosto al piano caricatore del magazzino. Su questo binario erano installate: una sagoma limite di carico, in corrispondenza della testa del piano caricatore, e una pesa a ponte da 40 tonnellate posta verso gli scambi di uscita dello scalo in direzione di Ostiglia. Sempre da questo binario si diramavano inoltre: un binario tronco per lo scarico/carico diretto e uno terminante sulla testa del piano caricatore per lo scarico/carico in testa. Nello scalo merci era installata inoltre una gru tipo FS da 6 tonnellate posta di fianco alla testa del piano caricatore. La stazione era dotata, in entrambe le provenienze, di segnali ad ala di protezione di 1a categoria e avviso, con manovra e illuminazione elettrica comandati a distanza da apposite apparecchiature installate presso l'ufficio movimento della stazione. Le progressive di installazione dei segnali erano al km 75+559 - 76+440 per quelli di 1a categoria e km 74+559 - 77+440 per quelli di avviso. La stazione entrò in servizio regolare il 29 Ottobre 1941 nel pieno della guerra, quando venne aperto al pubblico esercizio il tratto Grisignano di Zocco-Treviso.

Informazioni

Dopo neanche due anni dall'inaugurazione dell'Ostiglia e nel clima drammatico susseguente agli avvenimenti dell'8 Settembre 1943, le corse dei treni passeggeri vennero drasticamente ridotte: ormai si viaggiava solo nelle prime ore del mattino e alla sera. Poco dopo gli alleati iniziarono a bombardare in grande stile i pricipali nodi di traffico e i centri produttivi d'importanza stragica del Veneto. Il 6 ottobre tutta l'area dello scalo ferroviario di Mestre fu interessata da un pesantissimo bombardamento ad opera delle "fortezze volanti" americane B-17. Il 16 dicembre i B-17 colpirono lo scalo di Padova, provocando anche qui danni gravissimi a tutti gli impianti della stazione, compreso il fabbricato della F.P.P. che venne distrutto. Poi fu la volta di Vicenza, la cui stazione fu "visitata" proprio il giorno di Natale. Il 30 dicembre si ripetè il bombardamento alla stazione di Padova e lo stesso giorno venne colpito l'importante nodo di Verona, sempre ad opera delle "fortezze volanti" B-17.

Era inevitabile e del tutto evidente che, una volta paralizzati più o meno a lungo i principali nodi ferroviari, il sempre più intenso traffico merci si trasferisse, seguendo percorsi alternativi, sia sull'Ostiglia che sulle altre linee secondarie ancora efficienti. Alla stazione di Piazzola vennero accantonate diverse locomotive sinistrate per cause belliche, cosicché cominciarono a scarseggiare anche i binari necessari per fare fronte all'aumentato traffico ferroviario. Il 31 Agosto 1944 venne bombardato il ponte sul Brenta a Fontaniva, che causò l'interruzione della linea Vicenza-Treviso. A un certo momento l'Ostiglia divenne l'unica linea ferroviaria ancora percorribile verso nord - est e di questo gli alleati non tardarono ad accorgersi. A partire dal settembre del '44 anche Piazzola fu obiettivo militare a causa proprio del ponte ferroviario sul Brenta della linea Ostiglia-Treviso.

Dai rapporti sulle missioni dei bombardieri medi americani, il 26 settembre il ponte risulta bombardato ma ancora transitabile; la stazione è indenne. Il 20 ottobre le cronache locali riferiscono di un bombardamento alla stazione FS di Piazzola e al cavalcavia ferroviario della F.P.P.; è bastato un solo attacco per mettere fuori uso entrambe le linee. Il cavalcavia, anche se interrotto, tuttavia non è danneggiato in maniera grave e può essere riparato in una decina di giorni. Per il fabbricato viaggiatori FS invece è la fine: colpito in pieno e ridotto ad un cumulo di macerie, cessa per sempre la sua brevissima attività. Danneggiato anche il magazzino merci anche se i muri perimetrali restano in piedi. Sul piazzale dei binari della stazione le bombe hanno aperto grossi crateri. Da una ricognizione aerea dell'11 novembre 1944 il ponte sul Brenta appare gravemente colpito e interrotto, con i bombardamenti successivi sarà completamente distrutto.

I danni gravissimi che l'Ostiglia subì nel tratto compreso fra Grisignano e Treviso, evidenziarono subito grosse difficoltà di ripristino. L'impellente necessità di reperire il prezioso materiale di armamento per ripristinare le linee più importanti, decretò il disarmo della linea a pochi mesi dalla fine della guerra. Invece la ferrovia "Camerini", avendo riportato solo leggeri danni, riprese quasi subito l'esercizio anche se le stazioni capolinea di Padova e Carmignano erano da ricostruire completamente. Il tronco FS Grisignano di Zocco-Treviso non venne mai più riattivato. Nonostante ciò, le FS non accolserò mai la domanda delle F.P.P. di ripristinare l'attraversamento a raso, al posto del cavalcavia ferroviario dell'Ostiglia e i loro treni dovettero sempre affrontare la dura salita, con i notevoli disagi di esercizio che essa comportava. Nel 1958 le dissennate scelte politiche operate nel nostro paese sul vitale ramo dei trasporti, portarono alla chiusura anche di questa linea ferroviaria. Piazzola, che un tempo disponeva di ben due collegamenti ferroviari rapidi con i capoluoghi di provincia più importanti, è ora isolata dal trasporto ferroviario.

Ferrovia Padova-Piazzola-Carmignano (Brenta-Camerini) (FPP)